H.K BERETTA XP4

Eccoci di nuovo di fronte un altra replica degna di nota.

Si tratta della ricercatissima Beretta XP4.

Finalemnte sempre più reperibile sul mercato italiano anche il clone della gemella di casa Marui, arriva in due versioni nera e due colori cromata.

La scatola riporta il logo H.K ma un attenta osservazione, anche in rete, ci fa capire che la WE o l HK px4 sono la stessa cosa.

(Su internet è anche presente un video che mostra una scatola della H.K con ancora attaccato il codice della WE).

Insomma bando a questi dettagli di poco conto, parliamo della replica e delle sue caratteristiche tecniche.

peso 908 g
lunghezza 194.0 mm
Capacità 25 rds
potenza 280.0 fps

Il giocattolo si presenta solido e tutto d’un pezzo, in una scatola semplicissimna, con le sue belle istruzioni e una garanzia per l’eventuale recesso entro 8 giorni.

Nella scatola troviamo anche i dorsalini intercambiabili di ricambio per l’ipugnatura, capaci di adattare il profilo a mani di varie dimensioni, molto utili e innovativi.

Lo sgancio come l’aggancio di questi dorsalini, avviene in maniera molto semplice e veloce.

La pistola spara a Gas e per ora non ci sono caricatori a Co2 ma pare che ci sia l’intenzione di produrli.

Porta 24 colpi nel caricatore, che con una carica di gas, spara senza cali evidenti fino all’ultimo colpo. (è in grado di spararne più di  48). il rinculo è consistente.

L’hop up regolabile è buono e impenna anche pallini da 0.25 permettendo di compiere tragitti molto tesi al pallino.

La precisione entro i 25 m è molto buona, con una stretta rosa di colpi raggiunge tranquillamente 35 m con tiro teso.

Al crono reggistriamo 290 FPS con pallini da 0.20 gr. all’incirca 0.79 j e se usiamo gas più potente come il “diablo” saliamo anche a 310 FPS

Ottimo se consideriamo l’uso che si fa di una pistola nel softair e quindi, non abbiamo bisogno di modifiche per abbassare la potenza, e in cqb siamo liberi di sparare anche a stratta distanza senza paura di fare male o di rompere protezioni.

ma ATTENZIONE non dovrete rinunciare al tiro a distanza!!! come detto prima, si puo sparare tranquillamente anche a distanze superiori i 30 m con precisione ed efficacia.

La replica presenta altre caratteristiche importanti e utili.

Carrello in metallo (adattabile senza modifiche alla gemella Marui) corpo in ABS

Oltre la bellissimo sistema di chiusura geometrica a canna rototraslante, possiamo dire che il sistema di sicurezza delle due sicure è perfetto e gli scatti delle stesse sono consistenti e precisi.

ora parliamo del loro funzionamento pratico:

1) Durante il trasporto la pistola non spara se viene inserito un caricatore vuoto (in altre parole senza colpo in canna) neache armando il cane e rilasciandolo senza bisogno di mettere la sicura. Solo armando con il carrello sarà possibile fare partire il gas.

2) inserendo la sicura a cane alzato il cane verrà automaticamente abbattuto e il grilletto muoverà a vuoto senza far partire gas. Togliendo la sicura essendo a doppia azione otremo riarmare il cane con il grilletto o il pollice e fare fuoco.

Questi accorimenti di sicurezza la fanno diventare subito un atrezzo di un altro livello, utilizzabile in vari contesti come ad esempio per il tiro dinamico sportivo.

E’ ottimamente bilanciata una volta inserito il caricatore e le tacche di mira sostituibili con quelle a fibra ottica sono molto visibili.

Un ottimo rapporto qualità prezzo quindi un 8.5 come voto finale

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G-39 WE gasblowback open-bolt

Abbiamo finalmente avuto la fortuna di provare il G-39 gbb
della WE,replica softair del fucile d’assalto della H&K come sempre fornitoci da LaWebcartoleria.


Prima un po’ di storia: Nella seconda metà degli anni ’70 la
Germania iniziò i lavori per la sostituzione del fucile d’assalto
standard in dotazione all’esercito tedesco (Bundeswehr): il
famigerato G3 della tedesca Heckler & Koch. Una joint
venture di ditte tedesche, facenti capo alla Heckler & Koch
progettò un fucile denominato G11, con
munizionamento 4.73. A seguito della pesante crisi economica che
seguì alla riunificazione delle due Germanie, avvenuta il 3 ottobre
1990, il Governo tedesco fu costretto ad operare pesanti tagli
sulla spesa militare e pose fine al piano di rimpiazzo del G3. La
compagnia tedesca Heckler & Koch si ritrovò a far fronte a
gravissime perdite in quanto i paesi della NATO avevano
sottoscritto accordi per un munizionamento comune: il 5.56, sicché
al fucile appena sviluppato venivano preferiti i più obsoleti HK33
e G41. Fu così che nel 1991 H&K fu acquisita dalla British
Aerospace (Royal Ordnance Division), oggi conosciuta come BAE
Systems. All’inizio degli anni 90 la Heckler & Koch iniziò
quindi un progetto per la costruzione di un nuovo fucile d’assalto
che rispondesse a due requisiti: affidabilità, leggerezza e
munizionamento 5.56 che diede origine al cosiddetto “Project 50” o
“HK50”. Nel 1995 l’esercito tedesco ufficializzò il passaggio dal
g3 al HK50, formalizzando l’ordine di 33.000 fucili (a seguito
delle specifiche dettate rinominati in Gewehr 36), che vennero
consegnati nell’ultimo trimestre del 1997. Nel 1998 il G36 venne
ufficialmente adottato come fucile di ordinanza anche dall’esercito
spagnolo, a cui i primi esemplari furono consegnati alla fine del
1999. La WE questa volta ha fatto proprio un bel lavoro, la replica
è veramente fedele all’originale che è in polimeri rinforzati,
molto simili all’ABS del G-39. Come sempre vi arriva a casa
nell’anonima scatola di cartone della WE, questa volta almeno
compare un adesivo sul lato con la scritta G-39…sempre meglio di
niente.Dentro trovate: il fucile, le istruzioni, il caricatore
monofilare da 30 colpi, l’astina carica pallini e un triste
imballaggio di cartone…la WE è così. In compenso il fucile è una
sorpresa. Esternamente è completamente in ABS salvo la canna,
sembra finto quanto quello vero.

Il calcio è pieghevole esattamente
come quello del pdw(vedi recensione pdw),

l’unico problema è che il dente che lo blocca in posizione flessa non è un pezzo unico con la
scocca del fucile, ma è pressofuso, ciò comporta che con
l’utilizzo, a forza di sollecitazioni, il dente tende a scollarsi e
voi non potrete bloccare più il calcio in posizione flessa….

A parte questa magagna che però presentano tutti i g-39 gbb o aeg che
siano, per il resto esteticamente è veramente bello, pesa poco,
l’imbraccio è comodo e la sensazione tattile con l’abs è
piacevole.Rispetto all’M4 il bolt si apre mediante una leva posta
sopra il corpo del fucile sotto la slitta del mirino, non è proprio
comodissima e manca il blocco per tenere il bolt aperto, che si
blocca solo a fine colpi con il caricatore inserito. Questa è
l’altra pecca di questo fucile, anche perchè la regolazione
dell’hop up si trova proprio sotto la leva,per regolarlo bisogna
tenere la leva aperta e l’unico modo è usare il caricatore scarico.
Peró L’hop up è stabile e va riregolato raramente, il vano per
raggiungerlo è un pó stretto, ma è sicuramente il più ampio tra i
modelli WE. Per quanto riguarda lo smontaggio di questo GBB sono
rimasto stupito: sul corpo del fucile ci sono tre pin, tolti
questi, il fucile si smonta completamente.Inoltre sul calcio vi sono quattro buchi dove incastrarli se lo smontate in azione.

In due minuti vi trovate il vostro g-39 in 6 pezzi:

ris,

bolt

blocco grilletto

molla di ritorno del bolt

blocco caricatore e corpo fucile.

Questo permette di raggiungere i punti vitali del fucile senza dover utilizzare un cacciavite e questa è

la vera forza di questo fucile! Per quanto riguarda il selettore
singolo raffica, i vari scatti sono disegnati come in quello reale
e come sull’mp5,

personalmente preferisco quelli incisi, ma è un
mio parere. In compenso gli scatti sono precisi e netti, difficile
spostare il selettore involontariamente. Il mirino si trova sulla
slitta superiore. Quello posteriore, metà in ABS metà
in metallo, sembra molto stabile, quello anteriore è fisso e questo
impedisce di montare un’ottica lunga senza smontare il mirino.
Quando smonti quello davanti se ne va anche un pezzo di slitta, con
un effetto poco estetico, ma anche qui, niente cacciaviti, solo dei
pin! Adesso passiamo alla pratica! Spara benissimo!! Noi lo abbiamo
provato a 6 gradi centigradi…e oltretutto ci mette un bel pó a
congelarsi se non vivete di raffiche! Con il gas diablo, dopo
averlo lasciato a temperatura per un’oretta, il primo colpo esce a
1,24 joule, per poi assestarsi a 1,18/1,15. Il riff si aggira
intorno a 734/737 anche se a 6 gradi dopo tre quattro raffiche
consistenti si congela e spruzza. Niente paura, se ripassate al
singolo, ricomincia a sparare come un orologio! Credo sia un
vantaggio dell’abs che isola meglio e non scende sotto determinate
temperature. L’hop up come vi dicevo è stabile e funziona bene, il
tiro è molto teso e montando un’ottica 4x si ammazzano le pulci a
30 m. Il rinculo è notevole, anche perchè il fondo corsa del bolt è
un grosso gommino, senza molle o altro, simile al metodo usato per
il pdw WE.

Comunque tanto consistente da influenzare la mira,
quindi mirate più basso! Insomma un buon fucile, che spara bene e
costa poco.

La WE ci sta proprio sorprendendo! Chissà che tra poco

non ci regali anche l’m4 open bolt? Alla
prossima recensione! Auguri a tutti S.A.T.&gaming!

 

Voto finale 7.5

WE m4 cqb tan gbb

Abbiamo finalmente ricevuto l’m4 cqb gas blow back della WE di III generazione, non open-bolt, ma già modificato per il c02, fornitoci da La Web Cartoleria, che ringraziamo molto.

Full metal, questa versione, colorata tan, è già provvista di ris e di caricatore per il co2. L’imbraccio del fucile è comodo (come tutti gli m4), il calcio regolabile ha però solo 4 posizioni,

contro le 6 che di solito hanno i modelli analoghi di altre case. Il corpo e è estremamente snello (rendendolo ancora più realistico), a differenza degli ASG che invece contenendo il gear box risultano più panciuti. Come per il pdw, il corpo è in alluminio, molto solido e ben rifinito non presenta giochi, trasmettendo una sensazione di grande solidità e nel complesso il fucile appare veramente realistico.

Ecco cosa trovate nella scatola, l’astina carica pallini, una chiave per smontare il fucile, il fucile e il caricatore.

Aprire il fucile è semplicissimo con l’ausilio dei due pin ai lati del corpo. Niente di trascendentale, tutti i gbb si aprono così, ma se paragonato agli asg…..dove tra viti e vitine, gear box & co, c’è da impazzire.Aperto in due, abbiamo immediato accesso al bolt e al cilindro in ottone, cuore del meccanismo di sparo, basta tirare e avremo subito tutto in mano, pronto per manutenzione(è sempre bene tenere il bolt bello ingrassato per evitare rotture).

Dalla foto possiamo vedere spuntare la punta del buffer, situato nel calcio.

Questo è un dettaglio del bolt, in questa versione possiamo vedere il caro vecchio cilindro di ottone comune a tutti i gbb precedenti al pdw open-bolt.In punta al cilindro c’è l’hop-up, dal bolt è praticamente impossibile regolarlo se non usando un piccolo cacciavite. Vi si arriva invece molto comodamente togliendo il caricatore dal vano dello stesso. Per le prove che abbiamo effettuato, la III generazione sembra avere un hop-up funzionante, ma forse un po’ troppo sensibile, basta qualche millimetro per far subito impennare la traiettoria del colpo.

Il meccanismo del grilletto, situato nel corpo è solido e ben fatto e non sembra facilmente danneggiabile.

Il caricatore monofilare da 30 colpi funziona bene, senza inceppamenti di sorta, scarica tutta la fila di pallini in una raffica sola. Cercate di non farlo mai cadere perchè come per tutti i gbb è abbastanza delicato.

Nel complesso è un buon fucile visto il prezzo contenuto rispetto ai suoi più nobili concorrenti G&P e WA,ben realizzato e caricato a co2 è fin troppo potente, tanto da richiedere l’utilizzo di bb da almeno 0,28 per avere un po’ di precisione.

 

voto finale 7.0

PDW open-bolt della WE

Anche la WE si sta proponendo sul mercato con una nuova serie di modelli che presentano un nuovo sistema di funzionamento rispetto ai precedenti, sostituendo il vecchio otturatore fisso in ottone, con uno che arretra completamente e lascia aperto e libero lo spazio dell’incameramento del colpo. In fondo stanno facendo ciò che altre case avevano già fatto, ma con i loro tempi e con risultati egregi dobbiamo ammetterlo.

Ambiente

temperatura: 8 gradi centigradi

umidità: 80%

altitudine: 640m

Attrezzature

fucile: PDW open bolt gbb della WE fornito da La Web Cartoleria

link: http://negozio.la-cartoleria.it/

munizioni: 6mm o,24 g(bio)

propellente: green gas

joulometro: Bigdragon-e9800-lcd

Il fucile si presenta compattissimo, l’impugnatura è comoda, il calcio è solido e molto ben rifinito, lo scatto dello sgancio per  piegarlo è sordo e trasmette una sensazione di grande solidità, interessante la possibilità di spostare lo sling della tracolla, dal fondo del calcio al corpo del fucile. La prima impressione è quella di imbracciare un’arma vera.

Completamente in metallo, l’uso dei materiali presenta giochi di tonalità molto gradevoli, il ris è  fedele a quello reale e molto ben rifinito (abbiamo montato un mirino eotec G&P con agganci rapidi senza avere alcun gioco). Anche i due mirini a compasso forniti con il fucile sembrano di ottima fattura e quando li si estrae producono un bel “click” e si assestano in maniera stabile, indice di cura e precisione nelle rifiniture del fucile. Il selettore singolo/raffica non presenta giochi e rimane ben saldo nella posizione selezionata. Fornito di due caricatori, è identico all’originale (la WE in questo è una delle migliori) salvo i loghi, che la casa madre non fornisce. Il caricatore monofilare da 30 colpi è molto compatto, ben fatto e leggero. Peccato che ancora non esistano le versioni a co2.

Il rumore dell’open bolt è sordo e violento, il rinculo notevole (viste le dimensioni del fucile), la raffica secca. Il tiro è teso e a parte i primi colpi che sono stati leggermente sopra il joule,  gli altri si sono assestati sotto, ma dalla traiettoria sembrava uscissero a 1,5.Interessante la resa a temperature così basse utilizzando green gas.Non possiamo prevedere la resa a temperature maggiori ma aggiorneremo a breve l’articolo.

L’hop-up funziona bene, la regolazione della ghiera è minima, con un escursione di soli 90 gradi. Situato all’interno del bolt è regolabile senza smontare il fucile, ma difficile da raggiungere se non si hanno dita piccole. Sembra stabile anche se non lo possiamo garantire avendo sparato 4 caricatori,

Manterremo tese le orecchie e a breve, vi forniremo una recensione dei nuovi M4 CQB sempre della WE. Vedremo come va avanti la resistenza delle meccaniche del PDW effettueremo delle prove di tiro e vi terremo aggiornati delle novità. Alle prossime prove di fuoco, ringraziamo ancora La Web Cartoleria che ci ha permesso e ci permette di provare i fucili e aspettiamo le vostre domande e commenti!